Capire la dislessia e i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)

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Il tema è complesso e la mezz’ora delle nostre #QuattroChiacchiere è troppo breve per darne un quadro completo. Ma è molto utile affrontare e parlare di queste “caratteristiche speciali” dell’apprendimento con chi lavora attivamente e con passione su questo tema.

#QuattroChiacchiere con Cristina Pirulli, Psicologa che segue ragazzi e adulti con DSA, ADHD, DOP e autismo.

martedì 17 maggio 2022 – ore 19

Per chi vuole approfondire, ecco i link che abbiamo citato nelle #QuattroChiacchiere: – AID (Associazione Italiana Dislessia) Sezione di Alessandria – https://alessandria.aiditalia.org – “Nei Miei Panni” Documentario realizzato da AID – https://www.youtube.com/watch?v=X2GhoMDbeas&t=0s

Aperture estive Pieve Romanica

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Finalmente si riparte!!!

Ecco il calendario delle aperture estive della nostra Pieve!!!

Vi aspettiamo!

ACV su Social Mapping

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Da oggi anche l’ACV è su Social Mapping, La piattaforma promossa dall’Associazione di Promozione Sociale Lab121 e gli Enti Gestori dei servizi sociali delle Province di Alessandria e Asti, che mette a sistema le risorse dell’attivismo civico e gli obiettivi istituzionali promossi all’interno della strategia WeCare della Regione Piemonte.

https://www.socialmapping.it/org/associazione-culturale-viguzzolese-1

#QuattroChiacchiere con Corrado D’Andrea: Innovare la PA senza perdere di vista il servizio e gli utenti

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L’attenzione verso gli utenti e una nuova visione del lavoro nella Pubblica Amministrazione: questi sono i due punti centrali dell’intervista fatta a Corrado D’Andrea dall’Osservatorio Scienza Cultura e Futuro dell’ACV.

Potete trovare l’intervista completa qui:

Avvocato e Funzionario del Comune di Tortona, Corrado D’Andrea è figlio del territorio Tortonese e proprio per questo ben conosce il relativo tessuto sociale ed economico.

Da sempre è attento conoscitore degli aspetti tecnologici che determinano lo svilio delle Pubbliche Amministrazioni e l’esperienza di questi ultimi anni all’interno dell’Osservatorio sulla PA dell’Università Milano Bicocca ci hanno permesso di fare un interessante approfondimento sugli scenari futuri della PA.

La PA non è più un bastione arroccato nella burocrazia cartacea

Ci racconta ironicamente Corrado: “Sono decenni che si parla di Pubblica Amministrazione da svecchiare [..] che viene vista come un problema, un ostacolo per questo “straordinario mare d’innovazione” che circonda la PA, che fieramente – come un castello medievale – si rifugia dietro alle mura per non piegarsi”. In realtà non è così, e come prosegue a spiegarci “devo dire con orgoglio che parlando di innovazione nella PA, ci sono delle sacche straordinarie di buone prassi, di modalità e di processi decisionali che si sono adeguati in maniera fulminea al progresso. In alcuni casi sono andati addirittura oltre!” 

In effetti si può pensare al Codice dell’Amministrazione Digitale (https://www.agid.gov.it/it/agenzia/strategia-quadro-normativo/codice-amministrazione-digitale) non come un faro d’innovazione sorto dal nulla, ma come un codice – che prendendo atto di processi già in corso da anni in alcune Amministrazioni più virtuose – vuole definire le regole di un percorso “ordinato” verso la digitalizzazione e l’innovazione dei processi.

“In una cosa noi della PA siamo dei tradizionalisti straordinari” spiega Corrado “senza regole non funzioniamo bene. Ma credo che questo sia vero anche per una società privata”. 

Probabilmente sono molto diversi i tempi e la burocrazia che portano al disegno di queste regole, ma “anche per gli interessi che persegue la Pubblica Amministrazione, talmente diffusi, ampi e coinvolti nel processo democratico, che …beh” prosegue D’Andrea “da cittadino, se fossi fuori, sarei io stesso a dire che tu PA non ti innovi se non ci sono delle regole ben precise, non fai come ti pare!”

Mantenere il focus sul servizio anche durante l’innovazione

Ci sono delle parole, dei “mantra” che si sentono spesso ripetere nei vari corsi di formazione, e compaiono nelle Direttive nazionali ed Europee, che si interfacciano con i dipendenti pubblici: parole come “ridurre l’accesso fisico del cittadino” “economizzare i servizi” “ottimizzare” etc. etc.

Bisogna però sempre mantenere il focus sugli utenti a cui quel servizio è destinato.

Corrado porta l’esempio del sito dell’INPS che rappresenta un ottimo prodotto tecnologico, con una grafica che disegna un semplice front-office in cui trovare molti servizi. Il vero problema è però l’accessibilità di questi servizi da parte di chi non è così avvezzo agli strumenti digitali.

“La domanda quindi che mi son fatto è se davvero è un problema di deficit di innovatività della Pubblica Amministrazione o se forse è più un problema di digital divide della popolazione […] Ricordiamoci che il tortonese è una delle zone a tasso di popolazione più anziana d’Italia (insieme ad altre zone della Sardegna e d’Italia). Di conseguenza, privilegiando una informatizzazione spintissima, si rischia di lasciare indietro una fascia di popolazione molto importante che, a ben vedere, è la destinataria principe di quel servizio”.

Secondo Corrado quindi bisogna riuscire a svecchiare le teste e a non trasformare l’esperienza del cittadino meno tecnologico in un percorso da girone dantesco per accedere al servizio di cui ha bisogno.

Il cambio generazionale nella PA può aiutare il processo di innovazione?

In ambito tecnologico la PA vive talvolta paradossi dati da piattaforme evolute su hardware non idoneo o di hardware di ultima generazione, ma con vecchi applicativi che mal si sposano con il processo che dovrebbero supportare.

“Il problema delle risorse umane ” spiega Corrado ” si va ad infilare dentro [quei paradossi], perchè non è così automaticamente detto che arrivino forze fresche e che queste siano geni del computer”.

Ci sono colleghi giovani a cui manca l’atteggiamento mentale giusto per approcciarsi a nuove tecnologie.

Il lavoro nella PA

Come in tutte le interviste, terminiamo anche questa chiacchierata raccontando orizzonti professionali, questa volta nella Pubblica Amministrazione.

Discorrendo con Corrado D’Andrea, emerge un’immagine del pubblico impiego molto diversa da quella tradizionalmente stereotipata del “posto fisso“. Bisognerebbe infatti, secondo Corrado, che chi si approccia al pubblico impiego, smetta di pensare che quello è il fine ultimo della sua vita professionale, ma che veda i benefici del pubblico come uno stimolo per portare entusiasmo e vitalità nella PA.

Una PA innovativa sarà quella che riuscirà anche ad “innovare le teste” di chi lavora al suo interno, con ricette che integrano i giovani con chi ha esperienza decennale, con veri talenti e con tutti quelli che saranno in grado di dimostrare la propria capacità di smart thinking, di pensare in maniera nuova e corretta, in grado di risolvere problemi e di affrontare le sfide.

Un’altra sfida da affrontare nella PA è anche quella reputazionale: chiediamo a Corrado se una scarsa concorrenzialità degli stipendi pubblici rispetto al privato non abbia influito a farsi scappare talenti e capacità manageriali e spegnere un po’ di competitività professionale. “Per troppi anni la PA è stata considerata come una specie di carrozzone di privilegiati […]. Questo è un atteggiamento tipico del nostro paese, perché la Francia e la Germania hanno apparati di Pubblica Amministrazione comparabili ai nostri […], ma coloro che ne fanno parte hanno uno status che è considerato al pari se non meglio del privato” ci spiega Corrado “e da questo poi – cioè dal punto di vista dell’accettazione sociale – ne deriva una premialità e una remunerazione che è paragonabile al privato e alcune volte anche più alta”.

Nel nostro paese, secondo Corrado, c’è il rischio che affrontare il problema della scarsa concorrenzialità degli stipendi pubblici rispetto a quelli privati a parità di ruolo, riduca tutto ad un mero confronto tra stipendio e benefici/privilegi, primo fra tutti la sicurezza di uno stipendio fisso e pressoché sicuro. Questo è un errore, perché prima andrebbe affrontato il confronto a livello di status professionale.

Servirebbe invece che tutti i dipendenti pubblici, mossi da “un moto di straordinario orgoglio professionale”, fossero molto più fieri del lavoro e della funzione che svolgono nella collettività; anche perché quello che fa un dipendente pubblico, lo fa nell’interesse di tutti e una quota parte di quell’interesse è anche per sé stessi. “Da lì ci sarebbe conseguentemente una accettazione molto più ampia di una eventuale rivalutazione stipendiale”.

Tanti spunti di approfondimento anche in questa intervista dell’Osservatorio SCF dell’ACV.

Potete trovare questa e le prossime interviste nelle pagine del sito dell’Associazione Culturale VIguzzolese – www.viguzzolocultura.it

Mauro Sartor

Ricordi

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Settembre 2019, incontro formativo per il “Mese dell’Arte” presso la Scuola dell’Infanzia di Viguzzolo, con Valter e le insegnanti di tutti i plessi…

Ciao maestra Daniela, noi vogliamo ricordarti così 💜

Giornata del Tesseramento ACV – 2022

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Ieri, sabato 2 aprile 2022 è stata la #GiornataACV2022.

Per l’occasione sono stati organizzati alcuni eventi in forma ibrida (in presenza e in streaming). Abbiamo provato questa modalità per raggiungere più amici possibile e per tenere traccia e ricordo degli argomenti che abbiamo affrontato durante la giornata.

Il Presidente ha accolto gli ospiti e gli amici che ci hanno raggiunto presso la Sala Consigliare del Comune di Viguzzolo – cortile del Comune, nel rispetto ancora delle regole e norme anti Covid. Inoltre ha salutato chi ha seguito gli eventi trasmessi in diretta sulla nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/ACVigu e poi registrati sul nostro canale YouTube

L’evento principale è stato alle ore 16: “La scuola nell’emergenza: sfide e opportunità”

Sono Intervenuti il Dirigente Scolastico e le Insegnanti dell’Istituto Comprensivo di Viguzzolo – Marzio Rivera, Denise Giocondini, Wilma San Pietro, Giovanni Daglio.

Potete rivederlo qui:

La conferenza è stata introdotta dal Presidente Cinzia Rescia e dall’Assessore Cristina Butteri Rolandi che hanno dedicato anche un ricordo all’amata maestra Daniela Bovone, mancata pochi giorni fa

La giornata si è conclusa con un ringraziamento speciale del Capo Delegazione del FAI di Tortona, Pietro Massiglia per la grande accoglienza e disponibilità dimostrata durante le Giornate FAI di Primavera svoltesi a Viguzzolo il 26 e 27 marzo 2022

#QuattroChiacchiere con… Francesco Pandini

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Questa sera alle 19 secondo appuntamento dedicato al servizio MediaLibraryOnLine che “aumenta” le nostre biblioteche con offerte digitali. In queste #quattrochiacchiere con Francesco Pandini vedremo nella pratica cosa offre e come funziona il servizio MLOL disponibile gratuitamente agli iscritti alla nostra biblioteca del Comune di Viguzzolo che fa parte del sistema della Biblioteca Civica “Tommaso De Ocheda” di Tortona

Filippo Concaro, un antennista “spaziale”

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Filippo Concaro è ingegnere elettronico classe ’79, studente del Liceo Scientifico Peano di Tortona e poi di Ingegneria a Pavia. Ed è anche un caro amico dei tempi del liceo, che ha pensato bene di frequentare uno stage e poi preparare la tesi di laurea presso il Centro Operativo dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea).

FIlippo Concaro

Un “cervello in fuga” che abita ora con la famiglia in Germania, vicino a Francoforte, e che lavora nel team che si occupa in particolare delle stazioni di terra per il controllo dei satelliti e delle comunicazioni con lo spazio: quelle enormi antenne dislocate in varie zone, spesso sperdute, della terra.

Guarda il video dell’intervista

Un Antennista Spaziale

Mia moglie dice che faccio l’antennista” ci racconta Filippo “in realtà mi occupo di antenne molto grandi, da un paio di metri la più piccola fino a 35 metri. Ho anche dato supporto per il Sardinia Radio Telescope che misura oltre 64 metri“.

Chiacchierare con Filippo trasmette sempre la sensazione di parlare ancora con quell’amico umile e sincero dei tempi del liceo, con quel sorriso che fa apparire tutto semplice. Un’umiltà che nasconde però una grande professionalità e un lavoro molto complesso. Nel Team di Filippo ci si occupa di antenne multimissione, che supportano diverse missioni dell’ESA.

Tra queste la famosissima Rosetta, ma anche quelle attive al momento come BepiColombo che sta andando verso Mercurio e Solar Orbiter che sta andando verso il Sole” ci spiega “Sono quelle che noi chiamiamo Deep Space“.

Le stazioni di controllo di cui si occupano sono ubicate principalmente in Australia, Spagna e Argentina. Una vicino al Polo Nord.

Filippo si occupa della progettazione della costruzione di quelle antenne che hanno come scopo di captare il segnale dai satelliti e ritrasmetterlo, permettendo in questo modo la comunicazione con le missioni spaziali più remote. Un flusso di dati che prende il nome di Telemetry & Telecommand e che serve a controllare, quasi come un telecomando, il satellite.

Uno SPAZIO per comunicare

Spesso siamo portati ad immaginare le missioni nello spazio come missioni di ricognizione e conquista di nuove frontiere. In realtà lo spazio è sempre più un vettore e un media di comunicazione, anche per Internet.

All’ESA lo chiamano “New Space” ed è costituito da migliaia di satelliti privati e a basso costo, spediti da società private per distribuire internet attraverso i satelliti. Società come Starlink di Elon Musk, disposte a mandare in orbita migliaia di satelliti “Super cheap”, calcolando la possibilità che possano poi non funzionare più (quasi il 10% di fail).

Un esercito di satellitini che però spesso intralciano e disturbano le missioni delle Agenzie Spaziali. Missioni molto più costose e con scopi di ricerca ed esplorazioni di lunga durata.

C’è tutta una area tecnica dell’ESA che si occupa proprio dello “Space Debris“, cioè di tutti quei detriti prodotti da satelliti non più funzionanti o da resti di collisioni che obbligano i tecnici dell’ESOC ad operare manovre correttive per evitare danni a costose missioni o per evitare interferenze nelle comunicazioni.

The European Space Agency – About ESOC

Le missioni e le attività dell’Agenzia sono principalmente costituite da:

– Programmi di Scienza (come ad esempio le Missioni Deep Space)

– Programmi di Osservazioni della Terra

– Telecomunicazione

Ogni Stato Europeo partecipa economicamente in parte alle missioni scientifiche e in parte ad aree scelte volontariamente. La Francia per esempio finanzia la ricerca e la costruzione dei lanciatori come Ariane, mentre l’Italia crede e investe molto sulla stazione internazionale e sull’osservazione e studio della Terra.

Ritorni pratici degli investimenti sulle missioni spaziali

Sono molte le tecnologie nate grazie agli studi fatti per le esplorazioni spaziali e per la ricerca scientifica correlata. Sono diventate famose per esempio alcune tecnologie nate a seguito delle esplorazioni lunari e che ora fanno parte della nostra quotidianità come il velcro, la TAC, il cibo liofilizzato o i filtri per l’acqua.

Abbiamo chiesto a Filippo cosa può esserci di “promettente” tra le tecnologie e gli studi che sta seguendo: “Nel mio campo sono tecnologie molto specifiche, però per esempio in un progetto in cui sono stato coinvolto di recente, abbiamo installato un’antenna alle SVALBARD – arcipelago vicino al Polo Nord – per comunicazioni con i satelliti polari con lo scopo di provare le tecnologie ad una frequenza particolare, molto alta, 26GHz. L’antenna è coperta da un radome, una sorta di pallone che serve per proteggerla, non dalla neve come tutti pensano, ma dal vento che soffia a 200 Km/h. [..]. Ci sono tecnologie “non facili” per costruire un radome di quelle dimensioni e che risulti trasparente alla frequenza, cioè che non attenui il segnale. Beh, questi radome sono alla fine quelli che montano sugli aerei.”

Gli aerei infatti montano antenne che non vediamo e che sono nascoste nella fusoliera. In questi casi la fusoliera non può essere di metallo – che bloccherebbe la trasmissione – ma è a tutti gli effetti un radome e utilizza le stesse tecnologie usate per le antenne di comunicazione studiate dall’ESA. Oltretutto le frequenze intorno ai 26GHz saranno le stesse in parte utilizzate per il 5G, quindi molte di queste tecnologie potranno rappresentare soluzioni anche nella vita di tutti i giorni.

Lavorare all’ESA

Lavorare all’Agenzia Spaziale Europea può essere una opportunità interessante per studenti e laureandi (e non solo). In Germania le scuole superiori possono fare periodi di lavoro e studio presso l’ESA. Ma ci sono opportunità anche per gli studenti italiani che possono sfruttare programmi di internship per svolgere lo stage e/o la tesi. Le figure più richieste sono ingegneri elettronici , aerospaziali e informatici. Molto richiesti anche matematici per lo studio delle orbite e per progetti di intelligenza artificiale.

Vedi le #QuattroChiacchiere con Matteo Torre per il ruolo della matematica nelle nuove professioni

Altra interessante opportunità è il programma YGT che ogni anno offre a giovani laureati la possibilità di lavorare su progetti dell’Agenzia.

https://www.esa.int/About_Us/Careers_at_ESA/Apply_now_for_the_2022_YGT_opportunities

Inoltre va ricordato come la facoltà di Ingegneria di Pavia abbia una lunga tradizione di partnership con l’ESA, partnership che negli anni ha portato decine di studenti della facoltà a frequentare con successo l’Agenzia Spaziale Europea.

Mauro Sartor

#QuattroChiacchiere con… Paola Pala

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Stasera 8 marzo, le #quattrochiacchiere sono con Paola Pala di MLOL. Parleremo di Biblioteche Integrate e di come unire la tradizione al digitale, descrivendo il servizio MediaLibraryOnLine utilizzato anche dalla nostra Biblioteca di #Viguzzolo all’interno del siatema della Biblioteca Civica “Tommaso De Ocheda” di Tortona

#QuattroChiacchiere con… Filippo Concaro

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Tutti pronti martedi’ 22 febbraio per una nuova intervista dell’Osservatorio SCF

questa settimana le #QuattroChiacchiere sono con.. Filippo Concaro,  Antenna Engineer presso ESA (Agenzia Spaziale Europea)

Vi aspettiamo!